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Ventunesima tappa: la Valpromaro, ultimo saluto alla Versilia e tanta pioggia

A Sarzana acqua a scosci. A Camaiore scrosci d’acqua. Acqua al mattino e acqua al pomeriggio. Ma i rovesci del tempo non fiaccano il nostro pellegrino: stamane un lungo intervento l’ha visto dissertare e divertire la classi seconde di un plesso scolastico. Al suo fianco gli attivissimi volontari della LILT di Pietrasanta. Un buon dolce, più che meritato, un cenno divertito alla statua di Giorgio Gaber, e il cammino riprende. Il testimonial della salute si “infradicia” ma non molla: la Valpromaro ne attende il passo. Dalla Versilia è infatti tempo di “piegare” verso l’interno, là dove Arcelloni potrà ristorarsi (e riscaldarsi) nell’antico abitato che prende il nome dalla “Valle primaria”. Era, questa, tappa obbligata lungo l’antica via romea per Lucca. Il piccolo borgo, per metà ancora nel comune di Camaiore, per metà già in quello di Massarosa, oggi come allora s’offre al viandante con i suoi suggestivi edifici in pietra. In uno di quelli riposerà Filippo in attesa di domani che, speriamo per lui, sarà salutato da un tempo più clemente.

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