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Ventisettesima tappa: da San Gimignano a Monteriggioni per godere il dono della vita

Un Arcelloni bagnato di sole, stamattina, ha salutato i fan dalla suggestiva cima d’un belvedere che si specchiava sulle torri di San Gimignano. Poco oltre: la distesa morbida e verdissima della Toscana. Il terreno è ancora fangoso e le gambe affaticate, ma i sensi del Pellegrino della salute sono rinfrancati dalla bellezza illuminata da un cielo finalmente sgombro di nubi. L’obbiettivo odierno è Monteriggioni, una delle più suggestive città arroccate d’Italia. Il suo perimetro si staglia di lontano e incoraggia la percorrenza alla collina da cui domina ampi spazi. Quando i turisti lasciano la scena, del resto, al testimonial LILT si offre il destro d’appezzare scorci di vero fascino, che sottolineano quanto una blanda attività fisica (come una passeggiata tra natura o architettoniche storiche del Belpaese) sia stimolo e balsamo alla mente e al cuore. Il pensiero oggi va però naturalmente anche all’Emilia Romagna, non solo regione d’appartenenza del nostro Filippo, ma terra che sta soffrendo proprio a causa di quella natura che, se irrisa, può diventare crudele matrigna. Ma il viaggio non può finire, e la missione dev’essere evasa con la consueta dedizione. Soltanto ieri sera Arcelloni declamava agli avventori dell’ostello il senso profondo di Via Francigena on foot . La sua avventura per LILT è stata declinata in italiano, francese e inglese, ingrossando le fila degli interessati.

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