Trentunesima tappa: la più bella e più difficile, lungo le salite per Radicofani
E’ passato un mese esatto da quel 22 aprile che vide Filippo Arcelloni muovere il primo passo lungo la Via. Si lasciava allora alle spalle il Gran San Bernardo e approcciava la discesa lungo la Valle d’Aosta. Tanta “acqua sotto i ponti” (ma soprattutto sulla “testa”) dopo, il testimonial LILT festeggia l’arrancata per Radicofani. Suggestivo borgo aggrappato alla pietra, dove sfrecciavano e ancora rombano le auto della 1000 Miglia, il piccolo comune della Val d’Orcia dista ben 32 chilometri da San Quirico. Questo lo rende forse la tappa più bella e difficile della Francigena. Alcuni amici accompagnano lo sforzo odierno del Pellegrino della salute lungo le tante salite per raggiungere il paese di Ghino di Tacco che persino Charles Dickens immortalò nei suoi scritti. Il profilo austero del castello di Radicofani e l’abituale, festante accoglienza dei suoi vicoli medievali saranno giusto “guiderdone” ai sacrifici del viandante.