Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Trentaduesima tappa: salutata la Toscana si guadagna il Lazio

Ore 5:45, Radicofani. E’ iniziata così la trentaduesima tappa di Via Francigena on foot: sveglia all’alba, cinguettio d’uccelli, e la suggestiva quiete di un borgo da favola. Nelle gambe c’è ancora la stanchezza di ieri. Le già ardue salite per raggiungere il paesino turrito sono state ancor più fiaccate da fango, pioggia e grandine. Alcuni rari raggi di sole hanno tuttavia scaldato l’animo del Pellegrino della salute e, alla fine, la prova è stata superata. Quest’oggi attende l’ultima regione attraversata dal progetto: il Lazio. Lasciatosi alle spalle Radicofani, infatti, Filippo farà rotta per Acquapendente. Poco più di 22 chilometri (una decina in meno di ieri) e, oltre il Lago di San Casciano, attende la provincia di Viterbo. Acquapendente è un esempio dell’impatto che la Francigena ebbe sul nostro Paese: nacque infatti proprio a seguito dei crociati che la percorrevano per raggiungere i porti d’imbarco per la Terrasanta. La sua basilica benedettina, la pietra bagnata di sangue che si dice del Santo Sepolcro, era ed è tappa di venerazione obbligata per militari e pellegrini. Lo sarà ancora, grazie all’iniziativa LILT, che promuove le buone prassi preventive contro l’insorgenza dei tumori: sana alimentazione, attività fisica, ma anche l’emozione di calarsi anima e corpo nei suggestivi luoghi della nostra bella Italia.

Leave a comment