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Trentatreesima tappa: dolcissima Alta Tuscia e splendido Lago di Bolsena

Ad Acquapendente la giornata inizia lieta e offre l’occasione di qualche piccola scoperta, come la fonte del “Rigombo”: passeggiando di prima mattina per la cittadina viterbese, Arcelloni s’imbatte infatti in una delle due sorgenti naturali che scaturiscono tra depositi tufacei e colate laviche, il cui nome deriva da “sosta”, “riposo”. Era già in antichità stallo dove abbeverarsi. E da qui muove significativamente i primi passi la tappa odierna, 24 chilometri che porteranno il Pellegrino della salute di LILT a godere degli splendidi panorami del Lago di Bolsena. In parte abbandonando e poi riprendendo il tracciato della Cassia, il tragitto prevede di passare, a San Lorenzo Nuovo, per una delle piazze settecentesche più belle d’Italia e, quindi, guadagnare l’incredibile vista dello specchio d’acqua del Volsinio. Il lago d’origine vulcanica più grande d’Europa custodisce, all’ombra del monte Amiata, la tradizione di fede del Corpus Domini. Il miracolo, occorso nel 1263 proprio a un religioso in pellegrinaggio per Roma, unito al grande eco e profonda devozione che ne derivarono, obbligano una sosta alla basilica di Santa Cristina. Qui sono conservati da quasi otto secoli i marmi macchiati di sangue eucaristico. Curiosità di fede e di cultura, bellezza naturale e architettonica: tutto questo è il valore aggiunto di Via Francigena on foot. Perché il benessere passa da buone prassi quotidiane, cui non può mancare anche il “pane” per lo spirito.

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