– 2 alla meta: immersione nella Via e riflessione nella natura. Si va a Campagnano di Roma
Il buongiorno di Filippo, in Sutri, giunge da un antico anfiteatro romano, uno dei pochi scavato direttamente nel tufo. E’ solo uno dei preziosi gioielli che incoronano la Francigena, la cui percorrenza ci ha emozionato anche proprio grazie ai puntuali reportage che il Pellegrino della salute non ha mancato di regalare. Un’Italia meravigliosa e spesso poco conosciuta, quella che il nostro progetto aiuta a svelare al grande pubblico. “Oggi camminerò da solo – ha spiegato Arcelloni -: sarà occasione per riordinare i pensieri, come amo fare in prossimità della meta romana. E’ stato un viaggio lungo e avventuroso – ha ammesso -, un percorso di gambe e di spirito, di sforzi e bellezza. Qualcosa che in previsione della fine merita qualche riflessione più intima“. Lasciamo così il testimonial LILT alle 5.45 di mattino in partenza da Sutri, meditabondo ed emozionato. Obbiettivo odierno è Campagnano di Roma, 27-28 gradi di temperatura, e tutta la magnificenza del Lazio rurale. Sulle pendici del Monte Ruzzano, dove già nell’età del bronzo erano alcuni insediamenti, ancora campeggiano boschi incontaminati. Luoghi da favola abitati da volpi e cinghiali, sorvolati da varie specie di rapaci, lungo le dolci pendici di origine vulcanica fanno rivivere il quotidiano del popolo etrusco. Echeggiano età romana, contese medievali e trasformazioni rinascimentali, fino a tornare con Via Francigena on foot ad affascinare il novello pellegrino. Anche questo è il pregio del progetto LILT che, prossimo alla sua conclusione, non mancherà di tornare con novità che già scaldano i motori.