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– 1 alla meta: dal parco regionale di Veio all’agro romano alla conquista de La Storta

C’è vibrante emozione oggi sulla Francigena. Domani è previsto l’arrivo in Piazza San Pietro, l’abbraccio con gli amici e i sostenitori del progetto, la conclusione di un’avventura che già un po’ si rimpiange. Il tempo mite ha favorito gli ultimi giorni di cammino, e il nostro Pellegrino della salute ha potuto godere a pieno delle bellezze laziali. La mente corre ai cari in attesa a Piacenza, ma al tempo stesso lo spirito, forte dell’allenamento, commosso e pasciuto all’arte, dalla storia, dalle amicizie nate sulla Via, vorrebbe continuare. Sono le 5.30 a Campagnano di Roma: sveglia presto per avvantaggiarsi contro la calura. La tappa prevede i riposanti scorci agresti del parco regionale di Veio, crinali coltivati a vitigni e oliveti che instradano il viandante verso l’antico abitato di Formello. In ultimo si punta a La Storta. Qui Arcelloni trascorrerà l’ultima notte da pellegrino, proprio dove su una curva della via Cassia sorgeva due millenni fa la nota stazione di posta prossima alla Capitale. Fu proprio Sigerico, religioso, pellegrino e più antico osservatore della Francigena, il primo a descrivere, al “submansio II”, l’abitato de La Storta (luogo di lontani arrivi e partenze al nono miglio della Cassia-Clodia). Dal suggestivo borgo la sera calerà sul fianco a ponente del Monte Mario, che i pellegrini erano soliti apostrofare “Mons gaudii”:oltre quello li avrebbe infatti attesi la città eterna. Ultimi sforzi dunque per il testimonial LILT, che non mancherà di portare alle persone che incontra sulla Via, anche in questo 30 di maggio, sensibilità e informazioni circa i corretti stili di vita. Una missione, la sua, che gli ha fatto onore per 40 intensissimi giorni e che domani, alla presenza del presidente nazionale LILT e del co-ideatore di Via Francigena on foot Franco Pugliese, vedrà la sua giusta celebrazione.

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